Ieri ho visto “Sul concetto di volto nel figlio di Dio” di Romeo Castellucci.

Sono arrivato a teatro (Petruzzelli – Bari) e fuori c’era un gruppo di persone che pregava. Pregavano per chiedere perdono per lo spettacolo. Pregavo senza aver visto lo spettacolo, solo per sentito dire. Perché hanno saputo che durante lo spettacolo il volto di cristo sarebbe stato lapidato. L’hanno già fatto in altre città, hanno detto (lo spettacolo gira da un paio d’anni). Queste persone che costantemente criticano senza basi ed esprimono il loro parere su cose che non conoscono e non vogliono nemmeno conoscere, mi annoiano molto (e sono elegante).

Sul concetto di volto nel figlio di Dio - Romeo Castellucci

Sul concetto di volto nel figlio di Dio – Romeo Castellucci

Dunque sono entrato e ho visto lo spettacolo. Nello spettacolo ho visto quel volto assediare gli spettatori e gli attori. Ho visto la rabbia. e Ho visto moltissima sacralità. Più di quanta ne avessi bisogno io stesso. In più i tempi scomposti dello spettacolo (lenta la prima parte, veloce e rumorosa e breve la seconda), conferiscono una grandissima forza a quel volto che sovrasta tutto. L’impotenza dell’uomo poi lo distrugge, i bambini lo prendono a sassate quasi fosse un bombardamento, ma sfido qualunque credente (chi non lo è, come me, non ha motivo per farlo) a non aver avuto mai un attimo di rabbia contro cristo (e dio).Credo che questo, in fin dei conti, sia uno degli spettacoli più sacri che io abbia mai visto. In più ho notato un’impotenza fisica che molto mi ha ricordato il film di Pippo DelBono, Amore Carne, ma anche il recentissimo L’invenzione della Madre di Marco Peano, nel quale è il corpo (in quel caso della madre, appunto) e lo stile si intrecciano, anche in questo caso il ritmo è dettato dai tempi del corpo, e quindi è in questo corpo che la morte trova lo spazio dello stile per esser narrata.

Luca Romano | @lucaromano_

È online il mio nuovo pezzo sull’Hffupost Italia. Questa volta ho affrontato il libro d’esordio di Marco Peano, L’invenzione della madre (minimum fax)

L’ho affrontato partendo da un aforisma di Nietzsche sulla donna che Derrida usa per parlare dello stile. Anche nel caso di Marco Peano i due temi – la madre (donna) e lo stile (letterario) – sono intrecciati. Ai due si lega un terzo tema fondamentale e fondativo: la morte.

Su questi tre pilastri è costruito tutto il racconto. Nel post spiego meglio il tutto, leggete il post (cliccate qui per leggerlo) e poi leggete anche il libro.

Un  po’ di aggiornamenti vari, visto che nel 2015 ho iniziato con un po’ di ritardo.

Il primo lavoro è stato pubblicato su uzak 16/17, che vi consiglio di leggere per intero. In ogni caso c’è l’intervista che feci a Houellebecq a Settembre in occasione della sua performance come attore all’interno di Near Death Experience. Il pezzo è a 4 mani con Matteo Marelli. Lo scrittore francese è tornato di moda, ma per me lo è evidentemente sempre stato. Nel pezzo c’è anche la descrizione di quello che sembrava essere un uomo timido e pacifico, a tratti anche distante. Qui potete leggerla.

Il secondo pezzo pubblicato rimane ancora legato in maniera sottile sulla questione di Charlie Hebdo, ma in termini completamente diversi. Mi sono chiesto cosa fossero le immagini, perché alcune vignette sono in grado di scatenare tanta rabbia, mentre altre rappresentazioni no. Il resoconto attraversa due libri pubblicati da poco: J-L. Nancy, Il corpo dell’arte, Mimesis e Nikolaj Gogol’ di Vladimir Nabokov pubblicato per adelphi. Il secondo pezzo lo trovate qui, sull’huffpost Italia.

Per il resto ci sentiamo / vediamo / parliamo su twitter.

Quando ho preso tra le mani il libro di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, ho avuto subito l’impressione che fosse un libro complesso e pieno di fuoriuscite d’ogni tipo. Il libro è estremamente composito, ci sono poesie, fumetti, aforismi, trascrizioni di interviste, trascrizioni teatrali, testi originali, foto, c’è di tutto. Il tutto però si compone in maniera decisamente e volutamente disarmonica, ci sono passaggi da uno stile all’altro che mantengono l’attenzione sempre alta e che lo rendono alla fine della lettura, un ottimo libro con il quale confrontarsi, non credo ci sia la possibilità di leggere e dopo procedere come prima, c’è da confrontarsi, un corpo a corpo.

Qui ne parlo sull’huffington post spiegando meglio alcuni punti di questa avventura che è Clamori al vento di rezza mastrella.

@lucaromano_

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Non vi faccio la classifica e non vi consiglio libri da comprare per natale. Non lo faccio perché fondamentalmente non mi interessa cosa regalerete a natale, né mi interessa classificare.

Qui di seguito c’è il mio blog sull’huffpost. Ho parlato per circa 8 mesi di libri e qualche volta di film. Scorrendo i post troverete più o meno una recensione per settimana.

Quello che mi interessa è salvare alcuni libri di cui ho scritto in questo 2014. Sono libri che secondo me (nel bene e nel male) hanno segnato quest’anno. L’ordine è casuale e spero che tra 8 milioni di anni alcune persone leggeranno ancora almeno uno di questi libri.

1) Roderick Duddle di Michele Mari.

2) La vita umana sul pianeta terra di Giuseppe Genna

3) Volevo tutto (la vita nuova) di Andrea Gentile

4) Divorati di David Cronenberg

5) La ferocia di Nicola Lagioia

6) Una storia di Gipi

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