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Non vi faccio la classifica e non vi consiglio libri da comprare per natale. Non lo faccio perché fondamentalmente non mi interessa cosa regalerete a natale, né mi interessa classificare.

Qui di seguito c’è il mio blog sull’huffpost. Ho parlato per circa 8 mesi di libri e qualche volta di film. Scorrendo i post troverete più o meno una recensione per settimana.

Quello che mi interessa è salvare alcuni libri di cui ho scritto in questo 2014. Sono libri che secondo me (nel bene e nel male) hanno segnato quest’anno. L’ordine è casuale e spero che tra 8 milioni di anni alcune persone leggeranno ancora almeno uno di questi libri.

1) Roderick Duddle di Michele Mari.

2) La vita umana sul pianeta terra di Giuseppe Genna

3) Volevo tutto (la vita nuova) di Andrea Gentile

4) Divorati di David Cronenberg

5) La ferocia di Nicola Lagioia

6) Una storia di Gipi

Mi sono capitati tra le mani in questi giorni due libri con un cappello in copertina. A dire il vero del cappello l’ho scoperto dopo, ma comunque ho letto e scritto poi sull’Huffpost di questi due libri molto simili esteriormente e completamente diversi per stile e parole usate. È molto strano che alla fine per chiunque siano accomunati da un un’unica estetica due libri così diversi. Comunque sia ho letto e scritto di entrambi. Parlerò prima del libro di Andrea Gentile e poi di quello di Grossman, e ovviamente non dirò ciò che già scritto sull’huffpost. grossman gentileVolevo tutto, altrimenti sottotitolato e detto ‘La vita nuova’ è un libro che si spinge molto al di là di quello che racconta e cioè formalmente lo stile degli anni ’60, e lo fa in un misto di sogno, realtà e allucinazione che Andrea Gentile riesce a rendere in scrittura perfettamente. Il pezzo sull’huffpost lo trovate cliccando qui. Il libro di Grossman invece è un libro che racconta la storia di un comico, Dova’le, e della sua vita. La capacità di Gorssman di scandire il ritmo in una trascrizione di uno spettacolo teatrale, è praticamente perfetta. Forse qui Grossman raggiunge uno dei suoi apici, credo sia uno dei testi migliori, sia per scrittura (traduzione, quindi) sia per costruzione del romanzo. Ne parlo meglio sempre sull’huffpost e lo potete leggere cliccando qui.

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