Non tanto sul gesto. Non tanto sul concetto. Nemmeno sulle persone. Ma sul nome: sentinelle.

Sentinella è la persona a guardia di un posto, tendenzialmente. Ma etimologicamente viene da sentire, potremmo dire quasi ascoltare. Non il silenzio contornato da altri uguali a sé. Sentire come far proprio l’esser dell’altro. Sentire come far proprio l’esser dell’altro, avvertirlo, non come avvisare lui, ma come avvisare noi.

Qui sentinella è una parola militare. In difesa di. Sentire come allarmare in difesa di. Ma dov’è l’assedio?
Le sentinelle erano in difesa di qualcosa, già detto, ma per difendere qualcosa da qualcuno bisogna esser sotto attacco. Di questo mi sembra che non ci sia pericolo, nessuno imporrà a quelle persone di far qualcosa, anzi il loro manifestare è superfluo. Di cosa c’è pericolo d’esser assediati?
La manifestazione di pericolo in difesa del mondo, loro proprio, delle sentinelle di proprietà, il mondo non deve cambiare. Di questo sono in difesa di?
Le sentinelle in difesa del mondo, che resti identico a sé. Non c’è possibilità che questo accada, vorrei dire alle sentinelle. Non c’è alcuna possibilità d’esser lì a difendere quello che c’è da quello che cambia. Non ci sono usi e costumi e modi di pensare e sogni che possan esser gli stessi per sempre, o anche solo per un poco.

Nessun vuole togliervi il mondo a cui fate riferimento. La speranza è che sentinelle torni a venir etimologicamente da sentire, sentire come accogliere, e non tanto per difendere, abbandonando l’esercito, la speranza è che si diventi sentinelle senza eserciti, capaci di sentire per sentire. Di non difendere, ma di andare dallo straniero e continuare a sentire, ascoltare.

Magari avete anche ragione, ma la vostra guerra non ha senso, se siete lì a difendere, a combattere, in guerra, vuol dire che avete già perso.

@lucaromano_

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