In realtà a casa mia il natale non si è mai festeggiato. Ora, da pochi anni, ho scoperto che non c’erano molti soldi e quindi i primi anni, mia madre preferì non parlarmi proprio del natale. Ma ricordo quell’anno, quello in cui decise di farmi una sorpresa. Andò più o meno così:

lei era in cucina, mia sorella grande sul letto, vestita come una puttana che aspettava la mezzanotte per uscire. E io che guardavo la TV. Sembrava stessi aspettando anche io qualcosa, in realtà, sapevo non sarebbe successo niente. Dopo la breve cena fatta di zuppa di legumi, ognuno si immerse nelle sue tipiche attività. Poco prima di mezzanotte però sentii suonare la porta. La aprii e lo vidi. Era tutto vestito di rosso con una barba di fili di plastica, forse avevano tagliato sottile un piatto bianco e con la colla l’avevano appiccicato al mento di quell’uomo. Non lo riconobbi e urlai:
“ mamma, c’è uno vestito come un coglione alla porta”
lei: “ chi è, chiedigli chi è”
io: “ cazzo sei?”
lui: “ babbo natale”
mia sorella, nell’altra stanza, scoppia a ridere.
Io: “ e cazzo vuoi?”
Lui: “ bambino, sono venuto a portarti i regali, come ti chiami?”
io: “mamma, vuole darmi dei regali. Io non mi fido”
chiusi la porta.
Campanello.
Io: “chi ti ha mandato?”
lui da dietro la porta fece: “scusa bambino, mi chiameresti tua madre?”
io: “mammaaaaaaaaaaaaaaa!”
lei: “arrivo, l’hai fatto entrare?”

Io aprii la porta e lui inciampo nella riserva naturale di pattine mai usate. Cadde gli si staccò la barba di plastica dal mento. Quando si alzò mia madre lo aiutò ad entrare nel soggiorno. Lo fece sedere. Faceva strani gesti per fargli capire d’aver perso la barba. Non me ne preoccupai più di tanto. L’uomo abbastanza vecchio aveva un filo di barba bianca di suo. Mi sarei accontentato. Divenne rosso in viso. Mia madre gli chiese se si sentisse bene.
Mia sorella nell’altra stanza riprese a ridere e urlò: “avremo l’onore di vedere l’ultimo dono di Babbo Natale?”
io risi. Mia madre mi guardò incazzata. L’uomo stramazzò sbattendo la testa sul tavolo. Ci era morto babbo natale in casa. Con la testa sul tavolo, mentre mia sorella nell’altra stanza rideva.
Mia madre urlò. Io rovistai nella sacca nera che avrebbe dovuto avere sulle spalle ma che gli cadde quando inciampò nelle pattine. C’era un grosso pupazzo di plastica e una pompa. Feci:
“Betta vieni a vedere che ci aveva portato?”
mamma fa: “Ma questo non è quello che ho chiamato io, chi è questo qui? Perché l’hai fatto entrare?”
Ecco perché aveva al posto della sacca dei regali un sacchetto della spazzatura nero.
Betta arrivò correndo, non per il mio richiamo ma per l’urlo di mia madre. Ci guardò. Scoppiò a ridere. “è morto davvero” “ e cosa cazzo ci fa una bambola gonfiabile per terra?”
io dico: “ah ecco cos’è”
Mamma mi guardò. Urlò delle parole sconnesse o forse connesse ma che io non capii affatto. Prese Babbo Natale morto e lo trascinò dalla testa fuori dalla porta. Chiuse sbattendo.
Mia sorella disse: “mamma non è raccolta differenziata, non puoi lasciarlo lì. È morto”
lei: “ma chi cazzo è?”
Betta: “mamma, non lo so…”
io: “ come chi è, è Babbo Natale”
Il telefono squillò. Risposi io: “pronto” dall’altra parte: “Auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiii”
mamma zio. Te lo passo?
Lei: no digli che babbo natale è morto e non sappiamo come fare
io: “auguri zio. Ha detto che non può venire perché babbo natale è morto”
la risata arrivò alle orecchie di mia sorella che non riuscì a trattenersi e iniziò a ridere anche lei dicendo: “ dì zio che è morta anche la befana”
io: “ zio è morta anche la befana, però qui abbiamo una bambola gonfiabile sul pavimento e una pompa”
zio rise: “ finalmente un natale di buon umore, va beh fai gli auguri a tua madre. Ora devo andare. Salutami anche tua sorella”
Io: “ciao zio” chiusi il telefono e dissi: “mamma e ora?”
mia madre piangendo in ginocchio da dietro la porta disse: “chiama la polizia e digli che è morto babbo natale”
chiamai e andò più o meno così:
io: “ pronto, salve chiamo da via dell’indipendenza 12, qui è morto babbo natale”
dall’altra parte risa: “aspetta aspetta”
probabilmente allontanandosi nemmeno poi molto dalla cornetta il poliziotto fece agli altri della stanza: “sentite qui sentite, un bambino al telefono mi ha detto che in viale dell’indipendenza è morto babbo natale” poi si rigirò verso la cornetta e fece: “ le renne come stanno?”
io: “ non lo so non sono sceso a controllare. Però babbo natale dopo averci regalato una bambola gonfiabile è stramazzato sul tavolo e poi mia madre l’ha trascinato fuori dalla porta. Però io non l’ho mai visto prima, non so chi sia”
lui ridendo sempre più forte: “ allora bambino, dimmi un po’ la befana come sta?”
io: non lo so me l’ha chiesto anche zio…ma non è che verreste qui a prendervelo? È morto, cioè è morto babbo natale.
Lui: senti bambino, tra un po’ questa linea telefonica servirà davvero. Non posso scherzare con te tutta la notte. Casomai, se sarai ancora sveglio, mi puoi chiamare dopo le quattro.
Io: “va bene, buona serata”

intanto mia sorella era tornata sul letto ad aspettare il suo ragazzo che sarebbe arrivato dopo mezzanotte. Mia madre dietro la porta si era addormentata con gli occhi ancora bagnati. Mi avvicinai, mi sedetti per terra vicino a lei e mi abbracciò dicendomi: “non ti preoccupare, non lo festeggeremo mai più il Natale” io le risposi: “certo mamma, è morto Babbo Natale”.

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