Un altro mare - MagrisParlare di grandissimi libri (in pochissime pagine) non è utile a niente, però forse l’unica piccola funzione che può avere farlo è per farli conoscere a chi non li ha mai letti, così più o meno è successo per Un altro mare di Magris. La vita si estende da una provincia infinita, lontana dal centro, sempre più lontana, arriva dall’altra parte del mondo, in nave, e torna, in qualche modo, sulle rive dell’Italia durante le guerre. Parla di vite, le vite che scorrono ai margini della storia, ma che con la storia hanno sempre qualcosa che le lega, spesso ne fanno parte ma non lo sapremo mai. Così è la vita di Enrico, protagonista di questo libro, amico di Carlo Michelstaedter.
Magris utilizza una narrazione classica, veloce ed elegante. Utilizza citazioni di Michelstaedter e interpretazioni dei suoi testi, ma in particolare del suo testo: La persuasione e la rettorica. Il testo diventa un metodo analitico-filosofico. Rileggere Michelstaedter in forma di racconto, fatto di pesca e terreno, essenzialmente di povertà. Questa operazione apre la strada a gran parte del post-moderno venuto (in italia e nel mondo) dopo. Il libro è del ’91, e oggi, questo tipo di tecnica narrativa-saggistica è molto utilizzata, per questo anche, forse, Un altro mare, merita d’esser letto.

[C. Magris, Un altro mare, Garzanti]

Luca Romano | @lucaromano_

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