1374596686339MasterPiece_Con-Sfondo

Il percorso di Masterpiece sembra essersi stabilizzato, le modifiche sono avvenute quasi tutte tra la prima e la seconda puntata e non sembra che ad ora ci sia l’intenzione di ulteriori innovazioni. Dopo le incertezze della prima puntata, infatti, dalla seconda è stata introdotta un po’ più di attenzione alla scrittura vera e propria, principalmente attraverso quattro caratteristiche (tre nuove e una costante):

1. Meno voce narrante (ma magari questa è un’impressione mia);

2. Più presenza di Massimo Coppola (ed è un bene);

3. Più attenzione alla scrittura con l’introduzione del sottopancia con il testo letto dai concorrenti durante la prova di mezz’ora.

4. Il punto di forza (a mio avviso) sin dall’inizio è formato dai tre giudici, che nonostante i gusti letterari degli spettatori, televisivamente funzionano.

In tutto questo le caratteristiche rimaste invariate riguardano tutte l’ostentata ricerca di somigliare agli altri talent o programmi di cucina. La ricerca dello show a tutti i costi (cosa apparentemente ovvia in televisione) e del caso umano, nonostante nella quarta puntata non ci siano stati veri e propri “personaggi”. È  risultata però fuori luogo la costruzione fatta attorno ad una ragazza di 21 anni maltrattata da De Carlo, perché in effetti, quello che molti si son chiesti è: che l’avete fatta arrivare a fare sin lì se il libro fa schifo? E poi è il caso di trattarla così (con conseguente abbraccio melodrammatico)? Ma forse anche questo, maltrattare una ragazza di 21 anni, fa parte dello show, della scrittura o di chissà cos’altro. Nonostante tutto, in effetti, lo scorcio di testo letto dalla ragazza era orrendo.

Detto questo la struttura del programma potrebbe/dovrebbe adattarsi di più alla parola, piuttosto che alla storia del personaggio, dovrebbe mettere più in mostra il lavoro di scrittura. Potrebbe essere una soluzione la suddivisione dello schermo in due fasce verticali (al posto del sottopancia – soluzione televisiva, ma molto poco letteraria – in cui far scorre una frase per volta) per mettere lo spettatore in grado di confrontarsi con una pagina scritta, per intero, dal concorrente.
Potrebbe inoltre essere interessante perdere meno tempo nelle selezioni iniziali che portano ai 4 concorrenti finali e iniziare già con meno concorrenti e far confrontare loro con il loro stesso testo (aiutando così anche lo spettatore nel capire perché non tutti possono scrivere un romanzo).

E, in fine, potrebbe risultare carino se attraverso i giudici del programma non passasse costantemente l’idea che il romanzo può esser scritto in qualsiasi modo, perché se c’è una storia, c’è sicuramente un editor che ci lavora sopra e la riscrive in italiano. Perché gran parte delle cose da dire, in letteratura, sono state dette attraverso una forma (nei casi migliori originale e pensata), uno stile, e in letteratura, nonostante tutto, lo stile è una delle cose fondamentali, altrimenti da quelle storie ci si potrebbe girare un film e Masterpiece potrebbe diventare un talent sulla sceneggiatura.

Luca Romano | @lucaromano_

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