Non nascerà niente, non ci sarà niente che saremo capaci di fare, non riusciremo nemmeno più a guardarci negli occhi. Ci copriremo di nuvole e non riusciremo più a vedere nemmeno il Brasile, nemmeno la porta per uscire da queste stanze strettissime nelle quali ogni volta, ogni inverno, ci ritroviamo. Gli inverni sono una cosa simile ad una attesa infinita che ci logora tutto. Io alla fine volevo solo fare l’amore con te, tutti i giorni, mentre tu te ne stavi andando, come tutti, come tutti quelli che mi hanno detto che non se ne sarebbero andati, ti sei infilata le scarpe. Ed io che provavo a resistere a quel rumore di gola piena di carta. La stanza è una voragine Che ha la nostra caduta. Siamo qui rannicchiati Aspettiamo che venga giù il cielo. che ci crollino addosso tutte le speranze che abbiamo sempre avuto e che non abbiamo mai voluto urlare per non farle sentire a nessuno, per non dirti che cazzo porca puttana perché sono sempre tutto sbagliato? Se sono il frutto di una creazione, forse, anzi sicuro non ero voluto, non ero pensato e non lo sono adesso, non lo sono mai stato. E sicuro non stavi ridendo mentre mi hai guardato, mentre con le tue mani mi hai toccato e creato, sicuro non stavi ridendo mentre mi hai abbandonato. Sicuro non stavi ridendo e forse adesso lo stai facendo, forse adesso, proprio ora che la tua creazione ha preso forma nella mia distruzione.

Come tutti quelli che mi hanno detto che non se ne sarebbero andati, hai fatto il primo passo, poi il secondo, poi mi hai guardato mentre mi stavo trasformando in un insetto, nel più piccolo e becero insetto, mentre stavo diventando bassissimo, mentre stavo diventando l’essere più inutile e disprezzato del mondo, mentre la mia santissima trasformazione stava avvenendo mi hai guardato e mi hai detto che non te ne stavi andando. Che nessuno se ne sarebbe mai andato, mi hai detto. Che tanto dove mai possiamo andare noi esseri umani, mi hai detto. O forse non l’hai detto ma io l’ho pensato che voi esseri umani non lo so come siete perché io, così infinitesimamente piccolo non sarei mai più nemmeno riuscito a guardarti più negli occhi per quanto stavo diventando basso, per quanto quasi mi stessi seppellendo da solo, per quando, da insetto, non avrei potuto fare altro che mettermi in un angolo e aspettare d’esser schiacciato da un giornale, da una scarpa, mentre cammina.

 

Luca Romano | @lucaromano_

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