I granelli di sabbia li avevamo messi da tutte le parti, nelle mutande, sotto le unghie dei piedi e delle mani, nei vestiti e nei tuoi occhi rossi per il fumo del falò. Quando all’improvviso mi dici che ti va di alzarti e ballare. Te ne vai e io rimango felicemente da solo che poi sono tristissimo, e penso che tutte le persone che mi guardano pensano che sono uno sfigato che non si alza e balla, perché c’è la musica, c’è il mare, c’è il falò e perché cazzo non balli? Pensano, se lo pensano, altrimenti non pensano proprio niente e ballano. E io invece sento l’umidità e continuo a rimanere solo. Torni. Vai. Solo. E poi in realtà invece sembra una cosa molto triste, è tutto nero, tutto buio, c’è una musica anonima che se la ascolti da lontano mette una malinconia che non ce la fai a respirare, ma ascoltandola da vicino sembra proprio divertente c’è un fuoco che brucia i fantasmi, c’è mare che li riporta dalle terre lontane. E intanto qualcuno beve e qualcuno fuma. Qualcuno ride e qualcuno piange perché tutto questo buio soffoca. E intanto mi guardi e mi dici che non ce la fai più perché da quando è non c’è più hai capito che fare più cose possibile è l’unica via di fuga, e io non lo so che si prova e ti dico che forse hai ragione. Ma non si sente niente con la musica così alta e allora prendi un altro bicchiere e riprendi a bere, magari riuscirai ad uccidere i fantasmi con l’alcol. Magari. Io non lo so come si fa ad essere felici durante le nottate, durante le giornate e nemmeno nei momenti di felicità. Almeno sino a quando non ti prendono e ti trascinano via. Siamo degli esseri sociali fondati sulla distrazione dal dolore che per comodità soprannomineremo felicità. E io ho tanto voglia di fare l’amore, steso male su una sdraio di plastica. Ho proprio voglia di schiacciarti con tutto il peso della mia vita e farti sentire tutto quello che riesco a darti in un sospiro flebile in un orecchio. Perché ad un certo punto sembri così bella che sembri l’unico essere capace di uccidere tutti i fantasmi. E così mi alzo e poggio le mie mani su di te, come un rito sacro, come una preghiera eterna, un giuramento che ripeteremo ballando lentamente al centro di un casino che non non ci fa sentire niente se non il contatto tra i nostri corpi. Questo è tutto quello che posso dirti e cerco di dirtelo ma forse non mi senti. Ti dico di stringermi. Stringimi. Soffocami, ma non smettere più di stringere. Intanto gli altri faranno quello che possono, rideranno, stringimi, balleranno, ti prego stringimi, faranno sesso in un anfratto, stringimi più forte, faranno il bagno nudi, si toccheranno, ma io voglio solo soffocare tra le tue mani. Guardando le tue labbra e i tuoi occhi. Io non lo so qual è la via per distruggere tutto questo mondo di merda, ma se mi stringi, ti grido addosso che se mi stringi lo scopriremo come cambiare il mondo, e lo faremo, perché lo possiamo fare veramente e tutte queste persone smetteranno di ballare per non pensarci, e lo faranno per festeggiare un mondo nuovo e non scoperanno più per dimenticare, ma per ricordare. E tutto questo, lo sai vero?, inizierà tra le tue mani che mi stringeranno, che mi soffocheranno, che mi cureranno. Cambieremo tutto, vedrai.

Luca Romano | @lucaromano_

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