Le luci di questa città non illuminano niente, non illuminano abbastanza per far andare tutto bene. I lampioni fulminati, avevi detto che saresti tornata prima della fine del mondo e non l’hai fatto. I cassonetti bruciati e quelli per la raccolta differenziata che puzzano marci di putrefazione. Cosa abbiamo sbagliato? Dove abbiamo iniziato a sbagliare? Portami lontano da tutto questo mare, lontano da tutte le volte in cui le brutte notizie mi fanno perdere la concentrazione, mi fanno perdere senso, mi fanno perdere tutto. Portami lontano. Avevi detto che saremmo cresciuti tantissimo che saremmo diventati abbastanza alti da poterci ferire gli occhi con la punta delle stelle, così alti da poter guardare il nostro passato da lontano e non piangere mai. Non dovevamo piangere mai, ti ricordi vero? Avevi detto che sarebbe passato tutto, che tutto sarebbe andato molto meglio di così. E invece qui non succede mai un cazzo di niente e nemmeno una rivoluzione in cui sperare.

Giorgio Canali mi urla nelle orecchie di non farmi prendere dal panico, ma tanto lo so già che prima o poi troverò la forza di urlare e di ribellarmi a tutto, di accettare tutte le volte in cui non mi riesce di fare niente. Di cosa possiamo parlare ancora? Ti dico di leggere ancora, di guardare altri film di cui non riusciamo a capire la trama perché ci facciamo trascinare dai colori e dal suono delle parole come se fossero delle ondate di piena.

Ma tanto riusciremo a trovare la forza per accettare tutto questo perché alla fine anche la merda ci piace come se ne valesse la pena. E regaleremo ancora altri libri ed altri ne riceveremo in regalo. Ascolteremo ancora altre canzoni urlate da cantanti molto più disperati e ricchi di noi. Perché tanto prima o poi faremo tutti quello che sognavamo da bambini, faremo tutti le commesse, tutti i pompieri o i meccanici. Prima o poi i nostri sogni si realizzeranno e lo faremo dopo aver studiato tutta la vita, ma sarà stato comunque bellissimo raccontarci i libri che per caso abbiamo comprato nelle piccole librerie indipendenti, sarà comunque bellissimo aspettare altri inverni e altre giornate di sole nelle università in decadimento. Sarà bellissimo aspettare ancora di vedere la casa in cui siamo cresciuti e i paesi nei quali abbiamo passato delle serate senza capire nemmeno dove eravamo, prima di andare a concerti assurdi di cantanti che non ricordiamo più nemmeno i nomi. Ti ricordi quando avevi paura degli insetti? E quando avevi gli occhi chiusi e aspettavi che arrivasse il tuo momento. Alla fine di tutti i cassonetti rovesciati non ci resterà l’odore addosso, non ci resterà nient’altro che il ricordo, quando saremo stesi sull’erba, aspettando la morte, vecchissimi e giovanissimi. Con la pelle stanca e gli occhi pieni di lacrime, perché diventeremo grandi e le stelle ci feriranno gli occhi. Ci feriranno il viso e tutte le mani con le quali ci accarezzeremo tantissimo.

Luca Romano | @lucaromano_

Queste parole sono state scritte ascoltando Va tutto bene di Giorgio Canali.

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