E intanto gli operai continuano a morire. I negozi venderanno altre cravatte blu, altre giacche. E tu mi dici di girare prima, che non ti ricordi bene dove stiamo andando, ma forse è proprio qui che ci dobbiamo perdere. Mi dici che sei famosissima perché ormai tutti hanno i tuoi curriculum, e ti chiamano per chiederti se vuoi andare a vendere delle scope bussando a tutte le signore che non hanno potuto studiare perché i figli a diciassette anni sono difficili da mantenere. E mi dici che non ce la fai più, perché non hai abbastanza soldi per comprarti una macchina in cui scopare con qualcuno e sei in astinenza da per sempre. Ma a per sempre e a mai non ci crediamo. Non crediamo agli Dei, figurati alle parole, mi dici. E intanto ci sono file di vecchi che voglio indietro le loro tasse, le loro speranze o forse solo la speranza di regalare qualcosa ai nipoti che altrimenti poi da grandi saranno tristi come noi nelle sere in cui piove fortissimo e c’è vento. E anche se ormai puoi votare persino al senato hai ancora paura del buio e del vento, e forse vuoi solo andare via da qui, ma non so dove portarti. O forse vuoi solo che ti dica un per sempre di plastica, ma non te lo dirò. Non ti dirò niente. Durerà finché deve durare e poi finirà, come ogni cosa, come il buio, come il vento.

 

Luca Romano | @lucaromano_

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