Un po’ mi dispiace non poterti conoscere veramente, perché vuoi passare, perché hai paura di guardarmi negli occhi, perché stai correndo per andare a prendere la tua macchina parcheggiata male, perché hai sempre un milione di cose da fare, perché hai paura ancora una volta di stare male. Perché hai deciso così. Perché è sempre colpa dei governi e delle tasse, perché cerchiamo sempre un modo per non essere responsabili di quello che accade. E intanto tu passi e vai a prendere la tua macchina, il tuo treno e tutti i tuoi futuri solitari. Da soli non ce la faremo mai. Ma continueremo comunque a comprare regali di natale a persone che non ci sono più o che comunque non li vogliono assolutamente. Continuerò a guardarti passare. Continueremo ad affidarci a governi popolari e intanto i tuoi vestiti mi sembrano così inutili. Forse dovremmo smetterla di pensare alle cose e iniziare a giocare. Forse ci diremo tutta la verità come se ce ne fosse una, come se avessimo qualcosa da dire. Non è più nemmeno questione di punti di vista, ti dico. Mi piace il tuo profumo e  io non voglio più votare nessuno, non voglio più nemmeno lo stato e non voglio più nemmeno una legge. Voglio sceglierlo io, ogni giorno, di non fare del male a nessuno, e non voglio che mi venga imposto. E ti sciogli i capelli e ti fotografi gli occhi e mi mandi la tua foto per farti vedere, per guardami anche mentre siamo lontanissimi. E mi dici che non hai il mio numero, non hai idea di come mi chiamo e non ti ricordi più nemmeno come ci sei finita a parlare con uno come me. Ma non ti preoccupare, ti dico. Scomparirò.

 

Luca Romano | @lucaromano_

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