C’è un vento insopportabile. Tu voli via come se fossi fatta di foglie. La mattina prestissimo è tutto bianco fuori, e mi sembra quasi di voler sentire il rumore delle scarpe nel terreno. Non usciremo mai insieme perché non c’è un motivo ed è un motivo più che sufficiente per continuare a far finta di niente. E vorrei guardarti nuda, ti dico. E mi dici che poi dovrei toccarti, ma non lo voglio fare, voglio solo guardarti. E mi dici che così ti sentiresti in imbarazzo, che diventeresti quasi un oggetto in preda al mio sguardo, ma è proprio questo che voglio, guardarti. E ti viene da ridere, adesso che sei vestita, lontana dall’altra parte del mondo. Esco e mi cade addosso tutto il cielo di nuvole che forse è l’unica cosa bella che abbiamo sempre avuto. E a che serve continuare a parlarti se non mi ascolti, se non posso sfondarti e distruggerti con i miei sospiri inutili e le mie parole sul niente. A che serve che siamo qui? Perché vai così lontano? Perché facciamo sempre finta di niente? In macchina attraversiamo delle strade sperdute perché ci siamo persi mentre stavamo andando a cercarci. E ai lati ci sono gli alberi attorcigliati e tutti i campi arati e le nostre tavole apparecchiate e tutti i tuoi lamenti per gli inverni troppo freddi. I vetri appannati dei nostri finestrini. Ogni tanto, nel terreno c’è anche un cane che dorme e tutte le nuvole ci seguono e ci accompagnano. Perché non mi rovesci tutto addosso e mi seppellisci definitivamente? Perché è tutto così bello quando guardo i terreni e le nuvole che si sgretolano, come tutti i nostri progetti e ci cadono addosso lasciandoci inzuppati fradici. E tanto lo sappiamo che troveremo da qualche parte, ancora, la forza di riderci su come se non fosse mai successo niente.

Luca Romano | @lucaromano_

Annunci