Ed è come quando mi hanno detto non si può mai capire bene cosa sia l’assenza, se poi ci pensi continuamente. Avevamo tutte le mani distrutte dagli applausi fatti a tutti gli spettacoli che non siamo riusciti a vedere. E perché continui a chiamarmi? Mi dici delle parole a bassa voce che non riesco proprio a capire, forse perché sei dall’altra parte del mondo. Tu, intanto, sei andata a lavoro con tutti gli occhi rovinati dal sonno; io, intanto, continuo a leggere sempre gli stessi libri sperando di cavarci qualcosa di nuovo, perché quelli nuovi costano troppo e perché tanto poi anche quelli diventeranno vecchi. E prendo dalla tasca una penna e ti scrivo sulla mano che dobbiamo assolutamente andarcene, perché mi annoiano i posti affollati e perché mi annoiano i pensieri che non trovano le parole adatte per disperdersi nel vento. Ho voglia di scrivere un racconto guardando una tua foto, ti dico, mi sorridi. Quasi fossi diventato improvvisamente Renoir, quasi potessi scrivere avec ma verge. Che poi alla fine, ti dico, tutta l’arte è in quelle tre parole dette in francese da Renoir.

 

Luca Romano

Annunci