Penso che ‘Il cappotto’ di Gogol’ sia la più bella storia d’amore mai stata scritta. Quel racconto custodisce delle parole che non sono state scritte. La cura. Intesa come tutto quell’insieme di gesti che si compiono con la volontà di non abbandonare una cosa o progetto, tutte quelle azioni che si fanno per guardare, in questo caso un’idea nascere crescere e morire. L’idea di comprarsi un cappotto, nasce, subisce la necessità del tempo per accumulare i soldi, con constanza e dedizione e alla fine muore nel momento in cui il cappotto viene alla luce.

La gioia. Nel momento in cui il cappotto esiste la vita del protagonista cambia, la sua anima si trasforma e i rapporti interpersonali cambiano, è travolto dalla gioia che ogni esistenza racchiude. Una gioia necessaria affinché la stessa vita proceda.

L’amore. Quando il cappotto viene rubato l’anima del protagonista (ormai morto) gira per la città in cerca del suo cappotto. Cerca il cappotto quasi rappresentasse la sua anima gemella, quasi fosse l’amore della sua vita.

Il cappotto, forse, potrebbe essere una storia d’amore. un amore nato splendidamente, curato, fatto crescere, goduto sino alla gioia di volerlo mostrare a tutti e morto prematuramente (il furto è sempre un atto inaspettato). La morte prematura causa un trauma così forte che l’anima del protagonista ha bisogno di uscire per andarsi ad adagiare all’interno del suo cappotto, dell’anima amata che custodirà l’anima amante. Il cappotto di Gogol’ è la più bella storia d’amore che io abbia mai letto, e volevo dirlo a tutti.

 

Luca Romano

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