de Sade, Justine, Bur, 9.30€

de Sade, Justine, Bur, 9.30€

Justine è un testo complesso. Sade non è, per motivi a me incomprensibili, considerato un grandissimo della letteratura, però questo testo ci lascia qualcosa di unico. È unico per lo stile narrativo particolare, scorrevole e piacevole seppur ricercato, è unico per il tema trattato: il sesso e le sue perversioni. Però ai miei occhi è unico per un motivo particolare: descrive come pochi libri hanno saputo fare il rapporto tra sesso e potere. Tra sesso e società. Al di là di quello che il sesso è realmente (un atto che coinvolge due o più persone) Sade ci mostra come il sesso sia imposto socialmente e uscire dalle traiettorie in un modo o nell’altro genera sensi di colpa che inducono l’uomo a ritornare nei “binari imposti”. Sade ci mostra un mondo distorto in cui vi è solo libertinaggio e dove gli uomini desiderano tornare allo stato di animali allontanandosi, però, con macchinazioni complesse e strani giochi sull’orlo della perversione. Lo scrittore francese ci mostra come la virtù non paga in questo mondo e come essere virtuosi sia la più grande fatica che l’uomo possa scegliere. Tuttavia la sensazione alla fine della lettura è di aver lasciato qualcosa alle spalle e di essersi liberati dalla colpa della diversità che ognuno di noi prova nei suoi pensieri sul sesso. La sensazione è di poter essere un po’ più liberi sessualmente. Forse tutte le giustificazioni logiche che Sade porta alle singole perversioni convincono un po’ più della speranza di Justine di esser ricompensata da Dio dopo la morte. Forse il sesso, sulla terra, è realmente l’unico mezzo che abbiamo per essere liberi ed essere noi stessi. Forse Sade ci mostra quello che non tutti hanno il coraggio di guardare: l’uomo è imprigionato sopratutto a causa del modo di vivere la sessualità. Forse è un libro talmente complesso che questa recensione non può spiegarlo o raccontarlo in maniera esaustiva, ed è per questo che molte più persone dovrebbero leggerlo.

 

Luca Romano

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