Sento i profumi nell’aria, la cucina non è lontana da qui, sarà forse lontana dal resto del mondo, dalle altre persone, ma non dalla sedia sulla quale sono seduto. Ho i gomiti poggiati, guardo fuori. Qui tutto è tranquillo perché io sono tranquillo. Ci sono palazzi, ce ne sono tanti da poter circondare tutta la visuale. Il mio orizzonte è fatto di vari colori e diverse altezze. Ci sono pochi alberi in questa città. Certo, ci sono quelli negli spartitraffico delle strade, ci sono gli alberi sui marciapiede, però dal balcone di casa mia non si vedono molte chiome verdi.

Il profumo di sugo, di mozzarella cotta, di melanzane arrostite si sente ed è come se mi illudesse d’esser vicino a qualcosa di più umano dei mattoni e delle strade asfaltate, delle finestre e dei cornicioni dipinti. Inspiro tutti i profumi che posso. Forse ci stanno ingannando, ci parlano di qualcosa che non esiste, ci dicono che questo è il posto in cui dobbiamo vivere, ma forse non è così. Ma annuso un po’ l’aria, quasi fosse un cane. Certo per loro lo avvertiamo ancora il senso di stranezza insito nel vivere in un appartamento, per noi non lo avvertiamo più, ma il profumo di melanzane e di sugo è intenso e corposo. Inspiro, e non ci penso più.

 

Luca Romano

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