Cercheremo di ascoltare i rumori lontani delle bombe al di là del mare, dove la terra è più rossa che qui. Li ascolteremo poggiati al pavimento, sulle nostre mattonelle fredde e rassicuranti. Accenderemo le lampadine per allontanare le stelle dai nostri occhi. Con il retrogusto dei discorsi pastosi nei programmi serali, sulle missioni umanitarie che lasciano scie di cadaveri. Faremo di tutto pur di non annoiarci nemmeno un po’, rinunceremo anche a pensare. Fateci fare qualcosa pur di non farci annoiare. Urleremo contro gli errori grammaticali per sentirci un po’ migliori, affinché le nostre vite siano dolcissime. E mentre dormi con la testa poggiata sul cuscino, nel cielo sopra le nostre teste volano i caccia, vanno a sganciare democrazia a grappoli. A guardare di notte, con gli infrarossi i visi tormentati dei futuri clandestini. Se volete venire in Italia dovete spendere come turisti, altrimenti vi lasciamo in un’isola grande quanto la vostra idea di futuro.
E ti giri e le tue spalle escono dalle coperte e travolgono ogni distrazione nella mia testa, i capelli si annodano all’aria che respiri e non ti lasceranno mai più andare via da questa stanza. Ti copri perché hai freddo e io posso tornare a pensare al rumore che fanno le bombe lontane da qui. Chissà com’è il rumore delle bombe che esplodono sulla terra su cui sei cresciuto, forse non lo sentirete mai dai palazzi in cui dite ok. Forse è troppo lontano per esser sentito, forse non avete mai avuto una terra sulla quale crescere.

Luca Romano

Annunci