Gli occhi poggiati sul tavolino, erano lontani, sempre più lontani dalla luce dei miei pensieri. Cosa ne avrei potuto fare, di soli due occhi, con tutto quello che c’era da guardare.
E forse sarebbe stato meglio guardarti mentre chiudi la cerniera della tua gonna. Di lato. Cercando di trattenere la maglia tra il mento e la spalla, per guardare il tuo fianco, per stendere l’azzurro dei tuoi occhi sulla tua pelle morbida.
Il rumore della zip accompagna il silenzio verso l’ingordigia dei tuoi sospiri stanchi, di un risveglio dolce e precoce. Il lavoro rimane il tempo in cui ci allontaniamo da noi stessi.
Senza fermarti infili una scarpa e poi l’altra, senza guardare nemmeno i tuoi piedi. Niente trucco, perché rovinerebbe tutto ciò che sei. Infili gli occhiali e ti fermi un attimo a guardarmi. Ti togli la maglia con cui hai dormito, entri in bagno ed esci guardandomi stupita. Ti fotografo, mentre sei ancora mezza nuda, con una gonna bianca e delle scarpe piccolissime. Ora e per sempre questa bellezza potrà ritornare nei miei occhi. Non riuscirò a guardare tutto, ma questo poco mi basta.

Luca Romano

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