e menrte i vestiti sono stesi a seccare, a scolorirsi, per far sembrare le nostre facce più allegre di così, noi giriamo senza guardare in faccia nessuno. Mentre il caldo ti consuma i capelli, mi dici qualcosa che non capisco. Sembriamo dispersi, che se poi si ribaltasse tutto le nostre teste sarebbero per aria comunque. Ti dico che dobbiamo accettare le decisioni degli altri, tu mi rispondi dicendo qualcosa che non capisco un’altra volta. Non ho voglia di chiederti di ripetermelo, non ho voglia di fare quasi niente. Eppure ti prendo la mano e ti chiedo di accompagnarmi, voglio nuotare sino a perdermi, sino a sentirmi un’altra volta a casa, da un’altra parte del mondo. Mi dici che non ci riuscirò. Mi dici che nuotare sotto il sole è stancante, aspetteremo i giorni di pioggia, per trovare nuove spiagge deserte, dai colori desolati, come le nostre magliette dure come cartone, abbandonate al sole per giorni interi.

Luca

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