Non sappiamo quale strada prendere. Tutto il silenzio delle strade di notte ti mette angoscia. Mi chiedi perché la gente non esce e perché dormono e lavorano, dormono e lavorano. Sembra quasi che piaccia veramente alle persone dormire, lavorare e non fare altro.

Gli incidenti sulle statali di notte sembrano fari che ci indicano la via. Stelle comete che non raggiungeremo mai. Sono troppo luminosi, mi dici. Sembrano delle feste di paese al contrario, dove tutti vanno a vedere che è successo per sentirsi lontani dalla morte. Come se potessero guardarla e comprenderne i segreti, capirne la portata. Mi dici che c’è troppo silenzio qui e vuoi andare via. Ma il silenzio è musica esattamente come il suono. E vuoi tornare a casa adesso. Adesso su queste strade non ci dovremmo essere nemmeno noi.

Non riusciamo mai a rimanere abbastanza soli per iniziare a pensare un po’. Non riusciamo mai a fare abbastanza sesso per capirne la vera portata rivoluzionaria. Mi dici che le fa troppo caldo. Che sudi troppo. Che in questa macchina sembra di essere in prigione e che hai voglia di evadere.

Se mi sentissi ancora le gambe tornerei a piedi a casa, ma non so dove sia finito il mio corpo mentre ti penso. Dovrò restare qui sino a quando non te ne sarai andata. Sino a quando non mi ricorderò la strada. Sino a quando le stelle comete da seguire non si spegneranno per sempre.

Luca

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