La mia pelle che sfuma verso il bianco. I tuoi vestiti consumati dai lavori sedentari. Devo comprare un maglione nuovo, perché quello che ho si è consumato sotto i gomiti. I tuoi sorrisi scarsi e le mie risposte vaghe. Se non ti sento è perché sto urlando più forte che posso. Le linee tratteggiate sull’asfalto non portano a niente e da nessuna parte. È come seguire per ore ed ore un fiume e cercare di non ridere mai. E cercare di non piangere mai. ma per chi? Per cosa? Tutto questo è per me? Le tue spalle scoperte, le tue idee di rivoluzione scritte sulle banconote strappate. Costruiremo un museo per tutti i nostri sogni migliori. Per tutte le parole interrotte e prima che tu te ne vada raccoglieremo i pali della luce in mazzi luminosi, aspetteremo che i tralicci fioriscano e che i gas di scarico delle auto sbiadiscano nei cielo coperto di nuvole. Continueremo a comprare rifiuti da usare e buttare. Perché alla fine ci piace così. Consumare tutto per far finta che il resto delle cose sia più mortale di noi.

Luca Romano

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