Non so le regole del gioco, senza la mia paura mi fido poco. Senza i tuoi sguardi consumati dalla luce e i tuoi vestiti rovinati dalle piogge torrenziali di lacrime. Come sguardi straripanti mi sento devastato dai tuoi respiri, sospiri, deliri e tutti gli altri colori chiari che ti trascini dietro. Come quanto mi dici che sei imperfetta e che la regola serve per dimostrare i milioni di eccezioni. Le tue gambe fredde. Le mie parole che non ti arrivano mai, sembra che le abbia spedite e che si siano perse nelle buche da lettere dei paesi del mondo dove non siamo mai andati e dove forse non andremo mai. E mi dici che tutte le persone in cui credi sono morte e che nessuna di loro sa chi tu sia. Io sorrido e ti dico di non preoccuparti, tanto tutto quello in cui credi non conta niente per le altre persone e tanto anche se deciderai di cambiare idea, per loro sarà normale. Perché tanto qui è tutto normale.

Luca Romano

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