Come quando seguisti con le dita le mie vene e ti dissi che era inutile perché le mie vene non portano a niente. Sembrano milioni di strade che si intrecciano e si perdono e se ne segui una alla fine non arrivi mai dove volevi andare. Stare con te è come perdersi a casa propria. Mi dici che i raggi di sole sono delle spade laser che ti entrano negli occhi. Per deforestare gli alberi useremo mattonelle e strisce pedonali. E mentre i cani pisciano sui lampioni per farli crescere sempre più alti e luminosi gli uccelli ci costruiscono i nidi su, così, tanto per ricordarci di quanto tutto questo sia lontano dall’essere naturale. Così. Tanto per ricordarci di quanto a tutto questo, ormai, ci siamo abituati. E i tuoi pantaloni aderenti mi fanno venir voglia di accarezzarti le gambe fredde. E anche se non portano a niente, mi piace quando mi accarezzi le vene. È come se sapessi dove vanno, come se fossi già stata dentro di me e sapessi come orientarti. È quasi come se potessi spiegarmi che direzione prendere. Sarà per questo che mi piace quando mi accarezzi le vene. Quando sorridi e quando mi dici che siamo troppo lontani.

Luca

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