Ti ho immaginata lì, immersa nell’aria. Eri nuda e davanti ai miei occhi, sul letto c’era poggiata una candela. La fiamma era il ciondolo tra i tuoi seni nudi. Le tue spalle era illuminate dalla sole luce adatta a renderle dolci e calde, la luce del fuoco. Le lenzuola sfatte erano lì per accoglierti, i tuoi occhi brillavano di rosso e silenzio. I miei desideri di cera erano sciolti lì, sul letto vicino a te, continuando a volerti vedere per sempre in quella infinita bellezza.
E non avrei mai voluto rovinare tutto parlandoti del resto delle cose chiuse dietro quella finestra trasparente e non avrei mai voluto nemmeno rendere tutto così finito, compiendo un qualsiasi gesto che potesse introdurre il tempo e lo spazio nell’idea di bellezza che eri.
Lasciai che la candela fosse l’unica cosa a mutare in quella stanza. La candela finì e io…io finii con la candela in un desiderio eterno.

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