Il ricordo di un’ombra che lasciava il segno, il segno di nero lungo i confini del marciapiede distrutto dalle ruote delle macchine. Quando i rumori delle scarpe trascinate sull’asfalto lasciano il segno. La meglio gioventù è stata picchiata e uccisa, respinta e affogata, abbandonata e odiata. E mentre Pasolini continua a dire che “Il successo è l’altra faccia della persecuzione”. Tutti lì a brucare, pascolare e mugugnare aspirazioni di ogni sorta. Mentre la peggio gioventù viene stuprata e picchiata e uccisa e respinta e affogata e rimpatriata. Pasolini continua a urlarmi silenziosamente che “le parole che cadono dal video cadono sempre dall’altro anche le più democratiche e le più sincere”.
Perché parlate come loro. Ci stanno divorando, massacrando e stiamo diventando tutti uguali. Miseramente tutti uguali. Campi di sterminio di massa cerebrale in ogni stanza, ogni giorno, ogni sera, ogni programma, tutti nello stesso modo. Pensiamo tutti nello stesso modo. E non ci viene più nemmeno da piangere per quello che siamo diventati, ma ridiamo contenti. Contenti.

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