E andare in giro con le armature, per sentirsi più protetti. Mi dicevi di non prendere più l’autostrada, perchè tutti i soldi che si pagavano ai caselli servivano per comprare le gabbie, per i cani abbandonati. I nostri tubi di scarico mentali inquinano le produzioni seriali di qualsiasi cosa. E io mi sa che ho paura, mi dicevi, trovami uno che non ne ha, ti avrei voluto rispondere e invece ti ho baciata, lontani da tutti per paura di contagiarli con la nostra capacità di essere diversamente-felici.
E non ci capiranno. E penso ai raduni internazionali nelle città crollate, non è che non ci sono proteste, è che non c’è proprio più niente intorno. Non lo capiremo. È ora di andare ti dico, sono stanco e ho sonno e dormirei qui sotto le stelle, ma ci sono troppe macchine. Ci sono sempre troppe macchine.

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