E forse avrei dovuto scegliere il vestito migliore per il nostro appuntamento casuale. Avrei dovuto preparare un discorso serio. Un paio di parole adatte ai tuoi capelli biondi. Ma mi sono cascate giù quelle poche parole strane e un po’ stiracchiate, ma quando ti ho vista, non ce l’ho fatta.
“Scusami, lo so che sembra un po’ strano, lo so che non è il modo più adatto per conoscere una persona, ma ti ho vista e volevo parlarti, ho sentito la possibilità di parlare con te e di dire cose intelligenti, cose che non con tutti posso dire. Non volevo perdere questa occasione.”
silenzio. “ non mi rispondi, va bene, cosa ne pensi della possibilità di scappare dall’altra parte del mondo? Dei colori troppo simili alla realtà? Della morte? Non sei di molte parole tu, però lo so che magari un’altra volta avrai molta più voglia di parlare con me.”
prese un foglio e disse: “questo è il mio numero”. Scrisse ed uscì dal negozio. Lei rimase ancora in silenzio. Finì di fumare la sigaretta e lo rincorse. Lo fermò e lo baciò. E disse: “nessuno mai aveva capito il mio sguardo e mi aveva parlato facendomi sentire intelligente, senza avere nemmeno una mia risposta. Nessuno mai aveva osato come te. Io penso che si pensi troppo poco alla morte. Dovrebbero averla tutti fissa in testa, per riuscire a legarsi di più agli attimi di vita che trascorrono”.
Lo prese per mano e lo ricondusse nel suo negozio di quadri e pennelli. Lei si mise a sedere sulle tele bianche e lo guardò. “io ho sempre paura di morire” disse lui “Per questo sono capace di amarti solo avendo visto i tuoi occhi attenti”

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