Che poi alla fine vorrei che mi rimanessero addosso solo i pezzi delle cose più belle, come quando finisco di suonare per te e mi rimangono sulle dita pezzi di chitarra classica, inadatta alla musica punk che ti voglio dedicare, come quando mi rimangono addosso pezzi di lenzuola strappati, inadatti alla nostra voglia di non sentirci soli, come quando mi rimangono addosso pezzi di parole dei miei racconti, scritti su fogli troppo facili da strappare. Vorrei avere solo quello addosso e non coperte di polveri sottili che mi riscaldano troppo, non vorrei sentire pezzi di gas di scarico, tra le mie labbra. Come quando avevo tra le dita dei pezzetti del plettro rotto o dei petali dei fiori che raccogli per strada. Come quando tutto va in pezzi e mettermeli addosso sembra l’unico modo per ricomporre questo mondo, che sembra così contento di apparire frantumato. Che sembra così contendo ti non esserlo.

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