Che alla fine non lo so nemmeno come ci sono arrivato qui. Ma cosa conta. Quando ho chiuso gli occhi ho sentito tanti piccoli, infiniti, steli d’erba sotto i piedi. C’era solo prato intorno a me. Niente gas di scarico. Niente strisce pedonali, marciapiedi o semafori. Non c’erano tutti quei piccoli consigli, tutte quelle piccole regole che ti imprigionano e nemmeno te ne accorgi. C’era solo il prato. L’unica gabbia presente in quella distesa orizzontale era la fisica, ma non me resi nemmeno conto. La terra umida, il mio essere in vita, non mi fecero percepire nessun’altra sensazione. Sorrisi e mi concentrai sull’erba bagnata sotto i miei piedi. Feci un piccolo passo, per poter sentire ancora gli steli d’erba non schiacciati e bagnati sulla mia pelle. Era come rincominciare a sentirmi vivo, ogni passo. Ero parte del tutto che mi circondava. Euforico e immobile pensai solo a togliermi quei pochi vestiti che avevo sulla pelle riscaldata dal sole. Dopo poco rimasi nudo, perchè quando si è nudi, si è tutti uguali. Mi sdraiai sull’erba e rimasi così per ore. Ore.

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