Che poi non c’è niente da guardare. Quando oltre a sfruttare le persone, oltre a fargli credere che il lavoro sia l’obiettivo e non un mezzo, vogliono tenerti in vita anche quando ormai non puoi fare altro che soffrire. Vogliono farti credere che star male sino alla fine dei tuoi giorni, sia meglio che morire. E allora non c’è più niente da guardare. Forse ci sarebbe da chiudere gli occhi. Chiuderli per un momento e immaginare che sia eterno. E pensare che chiunque, in qualsiasi momento, per sua volontà, possa riaprirli. Almeno per evitare che lo costringano a tenerli aperti.

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