Ondeggiavi nell’aria come sospeso dal vento. Ti ho visto cadere. Piovevi. Ballando di qua e di la, sembrava non dovessi toccare mai terra, come se fossi una piuma sorretta dal vento. Ti ho visto. E ho visto una bottiglia avere il tuo stesso destino. E non chiedersi perchè. E anche i libri cadevano con te. Sorretti anche loro da piccoli fili invisibili che li facevano dondolare a destra e a sinistra senza forza. Cadevano con te. Pagine scritte a matita, piccoli anelli d’argento con scritti tutti i nomi esistenti, manuali su come inventarsi l’aldilà. Parole scritte su tappi di sughero. Era un precipitare soffice. Quasi un colare giù. Ho sentito anche il rumore del vento. Il vento è silenzioso. Precipitava anche lui. E non si chiedeva perchè. Non ci sono perchè. Cadevano anche gli animali. Tavoli, sedie, musica, teatri, anche l’eternità precipitava. E non c’è nessun perchè. È come se da sempre fossimo sempre stati tutti morti. E non c’è errore. Non c’è giustizia. È questo. C’è solo questo. Fallo.
Schianto.

Ossa
desideri
altre volontà da realizzare post mortem
tutti i misteri
li guardi nella fossa
e cosa hai seguito
ti senti un animale progredito
ci sono solo cadaveri
stà a te la prossima mossa
Fallo.
C’è solo questo
e tutto intorno è buio pesto

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